Sai come il corpo ricava energia per l’attività fisica?

Sai come il corpo ricava energia per l’attività fisica?

02/03/2020 0 Di Redazione Ilmiofarmacista

La contrazione muscolare e molte altre funzioni cellulari all’interno del nostro corpo, avvengono grazie all’energia fornita dal sistema aerobico.Il sistema aerobico è un sistema che produce energia attraverso la degradazione di 3 molecole: carboidrati, grassi e proteine. Queste molecole vengono demolite in presenza di ossigeno.

1⃣ I carboidrati sono zuccheri ossia molecole di glucosio depositate nelle fibre muscolari. All’interno del muscolo, le molecole di glucosio formano una macromolecola chiamata glicogeno che rappresenta la nostra “riserva di energia”.Si dice comunemente che quando corriamo “bruciamo” energia ed è proprio così: per poter correre, il nostro corpo degrada il glicogeno così da permettere ai nostri muscoli di contrarsi!Questo è vero soprattutto per andature veloci nel caso della corsa oppure per svolgere lavori muscolari brevi ma intensi. Ad andature più lente o in presenza di lavoro muscolare più lento e continuativo, invece, un ottimo apporto di energie arriva anche dalla degradazione dei grassi.

Perché?

2⃣Perchè la trasformazione dei grassi è un processo lento e laborioso e quindi il loro utilizzo per produrre energia necessita di più tempo; andature veloci piuttosto che sforzi brevi e intensi, richiedono energia in breve tempo e perciò sfruttano il glicogeno che è una molecola di “pronto utilizzo”, che non necessita di “troppa manodopera”. Andature più lente piuttosto che sforzi lenti e continuativi, possono servirsi anche dei grassi.

3⃣ Le proteine invece vengono utilizzate per produrre energia solo in situazioni estreme. Esse sono molecole che richiedono ancora più tempo rispetto ai grassi per poter essere degradate, inoltre, sono i costituenti principali dei nostri organi e tessuti perciò il nostro corpo tende a “preservarle”. L’utilizzo delle proteine per produrre energia si verifica in condizioni particolari, di solito non fisiologiche ma patologiche, come in persone affette da problemi alimentari (anoressia) che possono trarre energia solo dalle proteine in quanto non possiedono riserve di glucosio o di grassi.

Normalmente questi processi di trasformazione di energia richiedono ossigeno, ma può capitare che l’ossigeno, fornito della respirazione, sia insufficiente per poter consentire la trasformazione del glucosio in energia; questo si verifica quando la richiesta di energia aumenta bruscamente oppure si protrae per molto tempo in maniera continuativa. In questi casi, viene prodotta energia sempre a partire dal glucosio ma in assenza di ossigeno (metabolismo anaerobico) comportando una resa energetica minore e provocando la produzione di acido lattico.

⚠ Aspetta, facciamo un riepilogo veloce che la situazione sta diventando più complessa: il nostro corpo normalmente per avere energia usa come combustibile zuccheri, grassi e necessita di ossigeno per “trasformarli” (metabolismo aerobico). Se lo sforzo è molto intenso e rapido, l’ossigeno della respirazione non è sufficiente, i grassi sono troppo laboriosi per essere usati in questo caso, quindi usa solo il glicogeno ed il nostro corpo deve arrangiarsi in un altro modo per bruciarlo (metabolismo anaerobico), ma sarà meno efficiente del metabolismo aerobico e produrrà del materiale di “scarto”: l’acido lattico.⚠

L’acido lattico è un acido debole e, a sua volta, in condizioni di pH muscolare e sanguigno, si dissocia formando lo ione lattato e gli ioni idrogeno. Il lattato può essere riusato come combustibile. Il problema sono gli ioni idrogeno che si accompagna il lattato il vero responsabile della fatica, perché la presenza di ioni idrogeno abbassa il ph della fibra muscolare e rende l’ambiente acido.Il nostro corpo tenta di smaltire l’acido lattico attraverso l’urina e il sudore oppure lo riconverte in glucosio grazie all’attività del fegato. Il cuore, invece, è in grado di metabolizzarlo così come anche i reni ed il cervello.Mano a mano che aumentiamo le nostre velocità di corsa assistiamo ad un accumulo di questi sottoprodotti del lattato e il loro smaltimento diventa sempre più difficile: nelle fibre muscolari e nel sangue abbassa il ph dei tessuti e l’ambiente diventa acido.

⚠ Per spiegare meglio il concetto: cosa succede una fettina di carne cruda quando gli spruzzate sopra del succo di limone? si cuoce. E’ un pò quello che succede nei muscoli quando gli ioni idrogeno fanno sentire la loro presenza.⚠

A quel punto la produzione di energia diminuisce, la contrazione stessa diventa più difficoltosa e sopraggiunge la sensazione di fastidio, sentiamo bruciare i muscoli arriva la fatica vera e propria.Più il muscolo è intasato di questi sottoprodotti più va incontro al blocco vero e proprio della contrazione.Per far fronte a questa situazione cosa fa il nostro cervello? ci fa rallentare perché rallentando il tamponamento dell’acidità viene facilitato, cosi come lo smaltimenti e si ripristina una condizione organica più gestibile.La quantità di acido lattico che si produce è inversamente proporzionale al grado di allenamento del soggetto. Se un atleta ed una persona poco allenata corressero alla stessa velocità, quest’ultimo produrrebbe molto più acido lattico rispetto al primo e lo smaltirebbe con maggiore difficoltà.

Per migliorare la capacità di smaltimento dell’acido lattico, bisogna allenarsi con un’intensità ed una continuità tali da trovarsi appena al di sopra del valore soglia che porta alla sua produzione in modo da mettere “in crisi” il sistema muscolare provocandone l’adattamento.

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